Denominazione – Sede – Scopi

art. 1. E’ costituita l’associazione denominata “ Associazione Cuochi e Pasticcieri della Provincia di Palermo”. Essa rappresenta una struttura periferica della “ Federazione Italiana Cuochi” ex art. 26 della F.I.C. cui aderisce. Essa a sede a Palermo.

art. 2. La durata dell’Associazione è illimitata.

art. 3. L’Associazione è apolitica e senza fine di lucro, ha per scopo:

a) raccogliere ed unificare, intorno ad essa, i Cuochi e Pasticcieri della Provincia di Palermo e gli Allievi dei corsi di cucina delle Scuole Alberghiere pubbliche e private di ogni ordine e grado della detta Provincia., per dar vita ad uno spirito unitario di categoria al fine di raggiungere uno spirito unitario di categoria al fine di raggiungere un maggior prestigio ed una migliore condizione sociale, economica e professionale;

b) creare con ogni mezzo, occasioni di incontri, assemblee, congressi, sia direttamente, sia tramite la stampa e le pubbliche manifestazioni, alla qual cosa saranno sollecitati tutti gli organi di informazione e di competenza già esistenti;

c) approfondire le conoscenze tecniche nel settore di cucina ed alberghiero, quale premessa di una qualificazione professionale che si adegui ai temi e alle necessità nazionali ed internazionali.

d) evidenziare, mediante manifestazioni, concorsi, premi l’attività meritoria dei cuochi, le loro capacità ed il loro spirito d’iniziativa, vivificando cosi l’associazione, al fine di far meglio conoscere in quale misura essa contribuisce allo sviluppo turistico e alla fama della nostra cucina nel mondo;

e) svolgere in campo Nazionale ed Internazionale ogni ed eventuale azione connessa al conseguimento dei suoi scopi e prendere tutte le iniziative che a questo fine appaiano utili e proficue;

f) svolgere attività di orientamento e di formazione per i lavoratori del settore della ristorazione, progettando, organizzando e gestendo attività di formazione, di aggiornamento e di riqualificazione professionali di giovani da immettere sul mercato del lavoro e/o di lavoratori già inseriti in aziende produttive del settore mediante progetti specifici collegati a programmi Regionali, Nazionali e Comunitari;

g) curare la formazione e l’adeguata preparazione dei cuochi e pasticcieri e del personale addetto alla ristorazione, realizzando anche i relativi corsi di formazione. Per raggiungere i suoi scopi l’Associazione potrà svolgere tutte quelle attività che si reputano opportune, promuovere accordi con Enti Pubblici e Privati, con organizzazioni ed associazioni varie, stipulare convenzioni con Enti locali (Comuni, Province, Regioni ecc.), nonché con Enti Pubblici (Stato, Comunità Europea ecc.), parapubblici, privati e morali, usufruire di contributi, sussidi, sovvenzioni, finanziamenti anche agevolati e di tutte le previdenze in genere (Statali, Regionali e Comunitarie ecc.). L’Associazione potrà compiere ogni operazione economica finanziaria, mobiliare, immobiliare che il Consiglio Direttivo riterrà utile per il raggiungimento degli scopi sociali nonché partecipare ad altre Associazioni, Enti e Consorzi aventi scopo affine o analogo.

Patrimonio ed Esercizio Sociale.

art. 4. Il patrimonio è costituito:

a) dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell’Associazione;
b) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
c) da eventuali donazioni, erogate e lasciti.

Le entrate dell’Associazione sono costituite:

a) dalle quote sociali al netto delle quote spettanti alla Federazione Italiana Cuochi e all’Unione regionale Cuochi Siciliani;
b) dal ricavato dall’organizzazione di manifestazioni o partecipazione a esse;
c)da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale.
art. 5. L’esercizio finanziario chiude al 31 (trentuno) Dicembre di ogni anno. Entro quattro mesi dalla fine di ogni esercizio verrà predisposto dal Consiglio Direttivo il bilancio consuntivo ed il bilancio preventivo del successivo esercizio, i quali saranno sottoposti all’approvazione dell’Assemblea Generale.

Soci

art. 6. Possono aderire all’ Associazione i cittadini Italiani, anche se residenti all’estero ed i cuochi stranieri che operano o che anno operato sul territorio Nazionale. Per far parte dell’Associazione occorre presentare domanda di ammissione che verrà accettata dal Consiglio Direttivo ed occorre inoltre versare all’atto dell’ammissione, la quota di Associazione che verrà annualmente stabilita dall’Assemblea Generale dell’Associazione.

art. 7. Gli Associati si suddividono in onorari, effettivi, allievi, benemeriti e sostenitori.

-Associati Onorari: possono essere nominati soci onorari tutti coloro che, per particolari attività ed aiuto costituiscono benemerenza, ne siano ritenuti meritevoli dal Consiglio Direttivo. La nomina deve essere ratificata dall’Unione Regionale Cuochi Siciliani.

-Associati Effettivi: possono essere soci effettivi tutti coloro che esercitano o hanno esercitato la professione di cuoco come attività primaria lavorativa, senza discriminazione alcuna derivante dal rapporto di impiego e ne facciano domanda.

-Associati Allievi: possono essere soci allievi gli studenti che frequentano corsi di cucina di scuole alberghiere di ogni ordine e grado e ne facciano domanda. Possono peraltro partecipare con possibilità di intervento ai dibattiti in tutte le riunioni degli associati effettivi.

Associati Benemeriti o Sostenitori: possono essere soci benemeriti o sostenitori tutti coloro ritenuti tali dal consiglio direttivo. Possono partecipare come uditori, con possibilità di intervento ai dibattiti, in tutte le riunioni degli associati effettivi.

art.8. Gli associati sono tenuti:

a) all’osservanza scrupolosa del presente statuto;

b) al versamento della quota Associativa che sarà determinata annualmente, come pure altri eventuali contributi, dall’Assemblea generale dell’Associazione. Le quote di spettanza alla Federazione e all’Unione Regionale saranno determinate annualmente, come pure altri eventuali contributi, dall’Assemblea dei Delegati di competenza a norma dello Statuto della “Federazione Italiana Cuochi”. Le modalità di versamento saranno dettate dal regolamento interno della detta Federazione;

c) a prestare se richiesti, la propria opera per il raggiungimento degli scopi sociali. La quota o il contributo associativo è intrasmissibile non può essere rivalutata.

art. 9. I soci che non avranno presentato per iscritto le loro dimissioni entro il 31 ottobre di ogni anno, saranno considerati soci anche per l’anno successivo ed obbligati al versamento della quota annuale di Associazione.

art. 10. La qualità di socio si perde per decesso, dimissioni e per morosità o indegnità. La morosità verrà dichiarata dal consiglio, l’indegnità verrà segnalata dal Consiglio Direttivo alla Federazione Italiana Cuochi che procederà a maggioranza assoluta dei componenti, con voto a scrutinio segreto. Contro il provvedimento di radiazione del Consiglio Nazionale, l’interessato può proporre ricorso al Collegio dei probiviri della “Federazione Italiana Cuochi”, nel termine di 20 (venti) giorni dalla data di comunicazione di decisione del Consiglio Nazionale. Ove la decisione del Collegio dei Probiviri contrasti con quella del Consiglio Nazionale, la questione dovrà essere inserita all’Ordine del Giorno della prima Assemblea generale dei delegati che deciderà in merito a maggioranza assoluta dei presenti.

Organi

art. 11. Gli organi dell’Associazione sono:

a) L’Assemblea Generale degli Associati
b) Il Consiglio Direttivo
c) Il Collegio dei Sindaci Revisori.

art. 12. L’Assemblea Generale degli associati viene convocata dal Presidente, almeno una volta l’anno entro due mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, con lettera ordinaria diretta ed inviata ai singoli associati indicativamente almeno 20 (venti) giorni prima della data fissata per la riunione.

art. 13. L’Assemblea deve essere pure convocata su domanda motivata e firmata da almeno un decimo dei soci.

art. 14. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione; in mancanza dal Vicepresidente Vicario. In mancanza di entrambi, l’Assemblea nomina il proprio presidente. Il presidente dell’Assemblea nomina un segretario e, se lo ritiene il caso, due scrutatori. Delle riunioni di assemblea si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario ed eventualmente dagli Scrutatori.

art. 15. Hanno diritto di intervento all’Assemblea tutti i soci in regola nel pagamento della quota annua di associazione. I soci possono farsi rappresentare a mezzo di delega scritta. Le deleghe si ritengono valide solo se presentate per iscritto e controfirmate dal delegante.

art. 16. L’assemblea Generale presieduta dal Presidente o, in mancanza dal Vice Presidente Vicario, è validamente costituita se è presente almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione, da fissare almeno un’ora dopo la prima, l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti.

Spetta all’Assemblea Generale degli Associati:

-Approvare il bilancio preventivo e consuntivo annuale;
-Nominare il Presidente
-Nominare il Consiglio Direttivo e fissare il numero dei suoi membri da un minimo   di cinque ad un massimo di undici;
-Nominare il Collegio dei Sindaci Revisori;
-Nominare i delegati che partecipano alle Assemblee Generali dell’Unione Regionale.
-Determinare annualmente l’importo della quota associativa.
Per la validità delle delibere dell’Assemblea si applicano comunque i disposti dell’articolo 21 C.C.

art. 17. I Consiglieri eletti durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
art. 18. Qualora nel corso dell’esercizio vengano a mancare uno o più Consiglieri, il Consiglio Direttivo provvederà alla loro sostituzione attingendo alla graduatoria iniziale.

art. 19. I Consiglieri nominati successivamente scadono, come gli altri, alla fine del quadriennio.

art. 20. I Consiglieri che risultano assenti ingiustificati a più di tre sedute consecutive del consiglio direttivo, decadono dall’incarico e sostituiti come sopra.

art. 21. Le dimissioni della maggioranza dei Consiglieri, comporta le dimissioni dell’ intero Consiglio Direttivo. In questo caso si renderà necessario convocare entro tre mesi l’Assemblea Generale degli Associati.

art. 22. Il Consiglio Direttivo è l’organo permanente dell’Associazione e delibera su qualsiasi argomento che non sia di competenza dell’Assemblea Generale degli Associati, spettandogli tutti i poteri per l’ordinaria e straordinaria amministrazione. In particolare:

– su proposta del Presidente, nomina tra i suoi membri il Vice Presidente Vicario e il Vice Presidente;
– su proposta del Presidente, nomina il Segretario ed il Tesoriere anche fra persone estranee al Consiglio o alla categoria;
– su proposta del Presidente nomina un Presidente Onorario dell’Associazione tra persone che per particolari attività ne siano ritenuti meritevoli;
– predisporre il bilancio consuntivo e preventivo;
– dà corso alle deliberazioni dell’Assemblea;
– redige il regolamento interno per il funzionamento dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli Associati;
– delibera, per quanto sia possibile, sulla decadenza degli Associati a norma dell’art.9;
– affida incarichi anche a persone fisiche e giuridiche estranee alla categoria, per reperimento di sponsor o per l’organizzazione delle molteplici attività associative (convegni, congressi, corsi di cucina, ecc.)

art. 23. Il consiglio Direttivo si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno quattro dei membri. Per la validità delle sue deliberazioni occorre il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede. Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vicepresidente Vicario ed in assenza di entrambi, dal Vicepresidente. Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, su apposito libro, il relativo processo verbale che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

art. 24. Il Presidente, ed in sua assenza il Vicepresidente Vicario, ed in mancanza di entrambi il Vice Presidente rappresenta legalmente l’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio, cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio.

Collegio dei Revisori

art. 25. La gestione dell’Associazione è controllata da un collegio dei revisori, costituito da tre membri effettivi e supplenti, eletti ogni quattro anni dall’Assemblea dei Soci, anche tra estranei alla categoria. La carica non è compatibile con altre cariche dell’Associazione. Il collegio dei revisori nomina tra i suoi membri il presidente. I revisori dovranno accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, redigere una relazione ai bilanci annuali, potranno accertare la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociale e potranno procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.

Scioglimento

art. 26. Lo scioglimento dell’Associazione è deliberata, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 21 C.C., dall’Assemblea, la quale provvederà alla nomina di uno o più liquidatori e delibererà in ordine alla devoluzione del patrimonio, in conformità alle norme di legge.

Controversie

art. 27. Tutte le eventuali controversie sociali, tra soci e tra questi e l’Associazione o i suoi organi, saranno sottoposte, in tutti i casi non vietati dalla legge e con esclusione di ogni altra giurisdizione, alla competenza di un arbitro che dovrà essere nominato, su istanza della parte più diligente, dal Presidente del Tribunale dove ha sede l’Associazione.